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NEWS

20 Aprile 2016

Giochi, Passamonti (Sgi): Per l’ippica il rilancio è possibile. Impegno del settore per una riforma complessiva.

Comunicato Stampa
 

Giochi, Passamonti (Sgi): Per l’ippica il rilancio è possibile. Impegno del settore per una riforma complessiva.

Approvazione Delegato Agricolo è opportunità da non perdere.
Conferenza Unificata del 30 confermi la riserva di Stato sui giochi pubblici.

Da Baretta riconoscimento dell’impegno e del ruolo responsabile di
Sistema Gioco Italia per il riordino del settore

Roma, 20 aprile 2016 - “Per la prima volta oggi il mondo dell’ippica si è presentato in modo compatto e consapevole della necessità di una riforma vera. Una riforma che veda in primo piano il progetto «Lega Ippica» sviluppato e portato avanti negli ultimi tre anni da Federippodromi, che aderisce a Sistema Gioco Italia, e che ha avuto il sostegno di un’associazione come quella degli imprenditori ippici e che nel corso di questi anni ha ottenuto sempre più consenso da parte degli operatori. La prossima approvazione del Delegato Agricolo in materia di concorrenza del settore rappresenta un’occasione straordinaria, proprio perché in questo decreto sono stati traslati i contenuti in materia di riforma dell’ippica presenti nel progetto di delega fiscale, non esercitata lo scorso anno. Ma il fatto che il Sottosegretario Baretta abbia confermato la volontà di portare avanti questo progetto all’interno del Delegato Agricolo è un’occasione che non può lasciare indifferenti e non può essere lasciata cadere nel vuoto”.

E’ quanto dichiarato oggi da Massimo Passamonti, Presidente di Sistema Gioco Italia, la Federazione di filiera dell’industria del gioco e dell’intrattenimento aderente a Confindustria, nel corso della conferenza “Riforma ippica: Sostenibilità e principi necessari al rilancio del settore”, svolta a Roma presso l’Associazione della Stampa Estera in Italia.

Ci sono – ha aggiunto Passamonti -  anche altri interventi a cui è possibile mettere mano. Anzitutto, il comma 650 della Finanziaria 2015 consentiva e consentirebbe tutt’ora un rilancio della scommessa ippica indipendentemente dalla riforma. E’ uno strumento a cui si è fatto ricorso per altri prodotti di gioco e scommessa presenti sul mercato e che oggi registrano un trend positivo. Intervenire sull’ippica con quello stesso strumento consentirebbe di rivitalizzare le scommesse in questo settore, proprio in un momento in cui è concreta la possibilità di giungere ad una riforma complessiva. Ma la raccolta di scommesse – sottolineato il Presidente di Sistema Gioco Italia - è solo l’ultimo anello di una catena che, per quanto riguarda l’ippica, parte dall’allevamento, dall’impegno agricolo, fino all’organizzazione e alla gestione delle scuderie. Un intero settore che è in difficoltà ma che non è affatto morto, che vede impegnati lavoratori e famiglie, e che deve essere rilanciato da una riforma complessiva”.

In merito alla Conferenza Stato – Regioni – Enti locali del 30 aprile che affronterà il tema del gioco pubblico e della distribuzione dell’offerta sul territorio Passamonti ha dichiarato: “Sarà un momento decisivo per la riconferma del principio di riserva di legge da parte dello Stato sul settore del gioco. Ma anche un’occasione per stabilire, insieme alle Regioni, un percorso di riforma a livello centrale e locale che consenta una distribuzione del gioco sicura, controllabile e nel quale sia sempre mantenuta la caratteristiche «pubblica» dell’offerta di gioco. Ogni deviazione da questi principi sarebbe deleteria, rappresenterebbe un grande favore all’offerta illegale e metterebbe in crisi un sistema che, al netto di derive e tracimazioni che pur ci sono state e che Sistema Gioco Italia ha evidenziato, rappresenta un modello positivo anche a livello internazionale. Da questo punto di vista – ha concluso - quanto detto oggi dal Sottosegretario Baretta sull’impegno e sulla posizione responsabile di Sistema Gioco Italia per una riforma complessiva dei giochi, che tenga conto degli aspetti economici e delle ricadute sociali di questo importante ambito industriale, è un riconoscimento del lavoro fatto in questi cinque anni da Sistema Gioco Italia e da tutti gli operatori del settore”.

14 Aprile 2016

Giochi, Passamonti (Sgi): Aumentare le pene per il contrasto alle scommesse illegali. Sui Totem considerare reato ad hoc

Comunicato Stampa

 

Giochi, Passamonti (Sgi): Aumentare le pene per il contrasto alle scommesse illegali. Sui Totem considerare reato ad hoc

Audizione del Presidente di Sistema Gioco Italia al Comitato ristretto sulle infiltrazioni della
criminalità organizzata nel gioco lecito e illecito della Commissione Parlamentare Antimafia.

Offerta illegale cresce nei territori interessati da provvedimenti
espulsivi e di natura proibizionista
. Da sempre Sgi in prima linea per lotta all’illegale”.

Roma, 14 aprile 2016 - Un aumento delle pene massime previste per il reato di raccolta abusiva di scommesse. Razionalizzare e semplificare il panorama normativo italiano, tenendo conto delle diverse fattispecie di reato che la rete parallela dell’offerta illegale esprime, considerando anche la possibilità di prevedere una nuova fattispecie di reato ad hoc per quanto riguarda l’installazione dei cosiddetti Totem. Recepire all’interno dell’ordinamento le prescrizioni provenienti dalla Corte di Giustizia Europea in materia di affidamento delle concessioni. Chiarire i termini in cui gli agenti di pubblica sicurezza possono procedere alla chiusura in via amministrativa dei punti di raccolta gioco illegali, che non ottemperano all’ordine di cessare le attività. Ma anche maggiori controlli in relazione alle procedure di emersione della rete parallela previste nelle ultime due leggi di stabilità, con riferimento al mancato collegamento con Sogei di molti punti vendita ammessi alla sanatoria.

 

Sono queste le indicazioni per il contrasto al gioco illegale illustrate oggi da Massimo Passamonti, Presidente di Sistema Gioco Italia, la Federazione di filiera dell’industria del gioco e dell’intrattenimento aderente a Confindustria, nel corso dell’audizione al Comitato ristretto sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel gioco lecito e illecito della Commissione Parlamentare Antimafia.

I fenomeni illeciti – ha detto Passamonti – possono essere principalmente ricondotti, specie per quanto riguarda le scommesse, alla mancanza di deterrenza della sanzione penale, con una pena che va da un minimo di sei mesi ad un massimo di tre anni di reclusione; alle criticità della vigente normativa nazionale per la disciplina delle gare di appalto per l’assegnazione delle concessioni, oggetto di molteplici interventi da parte della Corte di Giustizia Europea; e alla mancata interruzione dell’attività illecita di betting in via amministrativa, nonostante i sequestri eseguiti dalle Forze dell’Ordine e le denunce all’autorità giudiziaria”.

Per questi motivi, ha spiegato Passamonti “l’innalzamento della pena massima ad almeno 6 anni, che consentirebbe l’arresto cautelare e l’utilizzo delle intercettazioni, andrebbe a rafforzare gli strumenti investigativi rispetto al reato di raccolta abusiva di scommesse, oltre ad esercitare un indubbio effetto deterrente rispetto ai soggetti arruolati quali gestori degli esercizi di raccolta”.

In merito al sistema delle concessioni “il quadro giuridico di riferimento è caratterizzato da una astratta compatibilità con i principi europei del sistema regolatorio fondato sulle concessioni e dalla pressoché non punibilità di chi opera al di fuori di tale sistema concessiorio. Di fatto, per la raccolta legale delle scommesse occorrono concessione e licenza di pubblica sicurezza, ma chi opera senza questi titoli non incorre né in sanzioni penale né nell’interruzione dell’attività. Il bando di gara per l’assegnazione delle concessioni quindi, di cui si occupa la Legge di Stabilità 2016, dovrà rispettare i principi europei, così come interpretati dalla stessa Corte di Giustizia Europea”.

Nell’ambito dell’auspicata razionalizzazione e semplificazione della normativa, il Presidente di Sistema Gioco Italia ha sottolineato la necessità di tener conto delle specifiche fattispecie di reato che il mercato illegale esprime. Con l’ipotesi di introdurre fattispecie quali l’intermediazione per conto di operatori privi di titoli abilitativi richiesti dall’ordinamento italiano; l’intermediazione per conto di operatori titolari di concessione italiana per la racconta on line di giochi e scommesse; l’installazione e l’uso all’interno di esercizi pubblici di apparecchiature connesse alla rete telematica che consentono l’accesso a piattaforme di gioco non autorizzate. “Ma al di là di tali proposte – ha sottolineato Passamonti – è opportuno concentrarsi anche sull’assenza di strumenti che garantiscano l’interruzione dell’attività illecita in via amministrativa. E’ auspicabile che Il Ministero degli Interni chiarisca i termini in cui gli agenti di pubblica sicurezza possono procedere alla chiusura dei locali che violano le prescrizioni di legge e non danno seguito all’ordine di cessazione delle attività”.

Il contrasto al gioco illecito è un tema che da sempre vede un impegno diretto di Sistema Gioco Italia “che già nel 2013 – ha ricordato Passamonti – ha presentato un progetto per la lettura delle movimentazioni dei ticket per il gioco nel caso delle VLT e che nel 2014 si è costituita parte civile nel processo Black Monkey presso il Tribunale Penale di Bologna”, una delle vicende giudiziarie più importanti in materia di gioco illegale e lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore.

Da un punto di vista più generale, il Presidente di Sistema Gioco Italia ha fatto notare che “lo sviluppo del mercato illegale si registra principalmente in quei territori interessati da provvedimenti espulsivi e di natura proibizionista emanati da numerosi enti locali con il giusto obiettivo di contrastare i fenomeni patologici, ma basati su principi come quello dei luoghi sensibili, non verificati da studi o evidenze scientifiche”. “Quella illegale è una vera e propria offerta parallela che arreca danni allo Stato sotto il profilo erariale, è disinteressata ai principi di tutela del giocatore, svincolata, specie per quanto riguarda le scommesse, dal palinsesto definito e gestito dall’amministrazione dei Monopoli, e capace di determinare un regime di concorrenza sleale e offrire un canale privilegiato ai fenomeni di match-fixing” ha concluso.

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